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Il piacere della libertà

February 9, 2018

Un timido tentativo di raccontare un mio dipinto attraverso una storia.

 

 

“Era un uomo gentile e ragionevole, ma non trovava lavoro, e quella privazione lo mortificava e lo tormentava senza tregua, perché si sentiva prigioniero di un’ingiusta realtà. Pensai di aiutarlo, per quanto potevo.

-Conosco una località, una lontana brughiera dove sorge una colossale testa di Giove, e là vive anche un fiore prodigioso, che potrebbe mitigare la tua profonda amarezza- gli confidai.

-Ti ringrazio, ma tu lavori troppo di fantasia. Come posso crederti? - fu la sua risposta.

-Se ammetterai che quel posto esiste, allora soltanto ti ci potrò condurre; e se riconoscerai che quel fiore può giovarti, forse accadrà davvero.

Lui tentennò, e per alcuni minuti lo vidi in preda a una grande incertezza. Cercai di incoraggiarlo.

- Che male ti può fare un tentativo? Credimi, e confida nelle virtù di quella pianta: sarà sempre meglio che lasciarsi sopraffare dallo sconforto, no?

-E se poi non funzionasse? Dopo starei peggio, temo.

-Te l’ho già detto: la riuscita dipende da te. Con altri è andata bene, perché ci hanno creduto fino in fondo.

-Sì, hai ragione, è meglio provare che restare inoperosi. Mi affido a te, in piena fiducia- decise infine.

Lo guidai in campagna, fino al grande fiore magico, convinto che quel brav’uomo non sarebbe rimasto deluso. –Com’è bello- disse mentre lo guardava a lungo, affascinato; ne annusò il profumo inebriante, poi si tolse la giacca un po’ sciatta e la posò sulle robuste foglie della pianta. Fu subito rapito da un senso di liberazione irresistibile, mai sperimentato fino a quel giorno.

-Avevi ragione, amico! - esultò allora, con enorme sorpresa.

-Qualcosa di bellissimo, di inaudito sta avvenendo in me!

Sospinto da un’ansia di felicità, si spogliò di tutti gli abiti e, appena rimase nudo, due ali giganti di farfalla apparvero sul suo dorso, tingendolo di riflessi variopinti.

-Grazie! - mormorò, gli occhi colmi di lacrime di gioia. Poi spiccò il volo, ridendo come un bambino, e io mi rallegrai per lui.

Benché conoscessi le incredibili doti di quel fiore, l’evento mi lasciò stupefatto, tanto che sentii il bisogno di raffigurarlo in un quadro. L’uomo che davanti a me si trasformò in farfalla, divenne per me simbolo di libertà, anzi, del piacere della libertà: e così intitolai l’opera”.

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