Recensioni

Fuochi nascosti è  un romanzo, che in realtà ne contiene due. Il primo libro che incontriamo, nella parte iniziale, è l'epopea di una vita. La storia di una famiglia e di un giovane che grazie alla sua concretezza e incrollabile tenacia, cambia e plasma il suo destino. Partendo da semplice minatore approda a ingegnere minerario e dirigente, riscattandosi fino a diventare un uomo ricco e realizzato, con una splendida famiglia. Un bel messaggio di volontà che cambia la realtà, permettendo la trasformazione di chi ha la forza e il coraggio di mettersi in gioco.
Il secondo libro, con un solido terreno di preparazione alle spalle, è un thriller esoterico ricco di mistero e non solo.
Il protagonista dovrà salvare il figlio dai malvagi tentacoli di uno sciamano peruviano, personificazione del male.
Con interesse seguiamo e scopriamo le diversità di carattere dei due: concreto e realista il padre, quanto il figlio è sognatore e delicato. Le difficoltà che incontra il protagonista nel realizzare che il suo erede è così diverso da lui, gli provocano sentimenti contrastanti di delusione e frustrazione e un nuovo spunto di riflessione: i figli vengono da noi, ma sono da noi diversi e indipendenti, come le frecce che lanciate dall'arco percorrono un proprio cammino.
Questo antagonismo porta al distacco e alla lotta che nascerà per salvare il ragazzo, perduto nelle menzogne dello sciamano.
Un racconto che si trasforma, riempiendosi di elementi arcani, misteriosi e comunque intenso, con descrizioni evocative e suggestive.
In un italiano di rara correttezza, la trama procede con un ritmo blando che diventa incalzante nell'ultima parte.
Un thriller dagli schemi atipici, con note originali che lo rendono una lettura fuori dell'ordinario. 
(Tatiana Vanini) 

 

Ha sofferto e lottato per emergere dalle sue umili condizioni, ha raggiunto il successo e si è sposato felicemente, senza mai rinunciare ai suoi principi.

L’opera narra la storia di un minatore di un piccolo paese che, grazie alla sua voglia di riscatto, diventa un professionista di successo. Sposatosi con con una ragazza di ottima famiglia e dalla spiccata personalità, avrà un figlio, Julian, su cui riversa nuove grandi ambizioni. Suo, però, figlio si smarrisce nei meandri dell’occulto, e lui – Thomas Braxton – si troverà coinvolto in un’avventura straordinaria e densa di insidie che lo porterà infine in un luogo arcano, dove dovrà misurarsi, per la vita sua e di altri, con il tenebroso custode di un culto primordiale. Tutto questo perché Julian lo disilluderà, rivelandosi un sognatore affascinato dall’occulto e dalla tradizione magica, finché un giorno, convinto di aver trovato in uno sciamano peruviano il proprio maestro, partirà con lui. Per Thomas inizia così un periodo buio che lo porterà a lasciare la moglie e a chiudersi in sé. Qualche tempo dopo, tuttavia, dovrà risollevarsi dal suo torpore esistenziale perché una serie di strani sogni lo spingerà alla ricerca del figlio tra le montagne peruviane, dove sarà costretto a rimettersi in gioco, sfidando, per amore di Julian, colui che glielo aveva sottratto: il misterioso e potente don Sebastian, signore delle tenebre.

Thomas Braxton, protagonista di questo romanzo, potrebbe essere chiunque. Un uomo che ha lottato, dall’infanzia, per emergere e trovare soddisfazione personale nella carriera, in un lavoro, quello del minatore, che deve rappresentare il trampolino di lancio per un futuro nelle più alte cariche aziendali. Con un padre scontroso e assente, una madre debole caratterialmente e una sorella che gli starà sempre vicino, la prima parte di questo libro è una scoperta della vita di Thomas Braxton, uomo cresciuto nelle difficoltà e legato unicamente alla risalita sociale e professionale della sua esistenza. Le pietre, i minerali e la terra sono i protagonisti veri della sua vita, un uomo legato al concreto, al lavoro e alla razionalità delle sfide quotidiane. 

C’è poco spazio per i sentimenti, per la parte introspettiva del protagonista, la sua vita ci viene narrata come una grande salita nell’olimpo della carriera, e Braxton ce la farà, riuscirà a raggiungere gli obiettivi prefissati e anche a sposare una delle donne più impegnate e socialmente “alte” del paese. 

Con la nascita e la crescita del figlio, Braxton cercherà di indirizzare Julian ad intraprendere la sua stessa strada, quell’amore nei confronti della concretezza e della razionalità. Quando Julian, ormai ragazzo, deciderà di partire e seguire uno sciamano che lo condurrà a Sacsayarumi, Braxton sentirà aleggiare la minaccia del fallimento ma, non senza litigi e scontrosità, lascerà partire il figlio tanto amato. Dopo qualche tempo una lettera romperà la già precaria tranquillità di Braxton, contrario in principio a quella partenza e, anche senza un’esplicita richiesta d’aiuto, deciderà di partire per cercare il figlio e riportarlo alla vita reale e concreta, lontano da individui capaci di estraniare il figlio dalla realtà. 

“Non è da me, non è dal mio subconsciente che nascono quelle immagini! I sogni riguardano Julian e si ripetono identici, perchè deve essere lui a crearli. Non sono incubi, sono messaggi!” 

La concretezza di Braxton, in questo romanzo, si fonde con la parte irrazionale data dai rituali antichi che toccano e rievocano civiltà scomparse, riemerse nel presente con i loro insegnamenti e le pratiche più disparate. 

Durante il viaggio a Sacsayarumi, Braxton incontrerà personaggi in grado di aiutarlo e di fare la differenza e, proprio uno di questi, il professor Armeza, saprà illuminare e fare la differenza nel cammino e nella ricerca del protagonista, spiegherà a Thomas i rituali che avvengono da quelle parti, le misteriose scomparse animali e umane che tutti fingono di non vedere e la pericolosità dello sciamano che evoca rituali passati e molto pericolosi per chi gli sta vicino e per la comunità. 

L’impossibilità di arrendersi e la voglia di ritrovare Julian, porterà Braxton ad affrontare pericoli reali ma anche sovraumani, esperienze mistiche e magiche, il tutto per poter salvare il figlio dalle grinfie di chi l’ha plasmato a piacere e cambiato nel profondo dell’anima, Don Sebastian. 

“Egli squarcia le tenebre e indaga senza porsi limiti, fino alla pietra che sta nella tenebra, nell’ombra mortale” 

Una ricerca razionale toccata da eventi sovrannaturali, segnali onirici e presagi dettati da una forza astratta. Un’avventura dove il protagonista vivrà una parallela soluzione del caso, da una parte attraverso realtà e aiuti giunti da persone decise a sostenerlo in questa ricerca, seppur mettendo in pericolo la loro stessa vita, e un richiamo del subconscio in grado di indirizzare Braxton nella giusta direzione.

Un libro da leggere “allargando gli orizzonti” per toccare, con una trama avventurosa e dal gusto amaro, la telepatia,  i riti antichi e pagani e le forze astratte. Una lettura completa, dalla trama ricca di fantasia, avventura e una piacevole nota astratta e magica. 

Un’aura di mistero avvolge l’autore, Alberto Donel, e la sua opera ma, la profondità dei temi trattati, la voglia di giungere alla conclusione e la speranza di salvare Julian, tengono il lettore con il fiato sospeso, alternando reale e surreale, amici e nemici, passato e presente in un concentrato emozionante, adrenalinico e a tratti commovente,  completato dall’intenso amore del padre nei confronti del figlio. Un padre razionale e legato all’ambizione terrena del lavoro e un figlio sognatore, che sbaglia inseguendo l’astrattezza dei propri desideri; due rapporti e due caratteri così diversi in grado di disegnare e reggere l’intera struttura del romanzo, donano colore e armonia al pensiero dell’unità familiare e al sincero e profondo amore tra padre e figlio.

Un finale aperto che lascia volteggiare, sulla superficie della trama, il sospetto che non sia tutto concluso, che il male possa tornare a minare, ancora una volta, la tranquillità di quel villaggio e della vita di Braxton. 

La lettura è ricca e piacevole, l’importanza di leggere e dare spazio agli autori emergenti è riposta anche nella purezza del contenuto, un lavoro non modificato e “pasticciato” ma carico di sentimento e scrittura acerba. Il gusto che si percepisce assaporando queste pagine è concentrato proprio nel vasto orizzonte della fantasia dell’autore, capace di unire concreto e onirico, e nei difetti, piccoli e impercettibili, di utilizzo di alcune parole, descrizioni e articolazioni della trama.  Un bellissimo lavoro, un ottimo thriller e un’avventura che lascia il lettore in uno stato di costante suspance e attesa. 

Alberto Donel si è sempre interessato alla narrativa, in particolare fantastica, e ha poi approfondito le risorse espressive della scrittura con il pregevole contributo del filosofo Rosario Assunto. In seguito, secondo le linee guida di Elemire Zolla, si è dedicato allo studio dell’esoterismo, presente in varie tradizioni magiche e mistiche, come conoscenza più profonda della realtà e dell’uomo.

Il libro di oggi è Fuochi nascosti di Alberto Donel.

Sebbene sulla copertina si possa leggere la scritta "thriller" io lo considero un romanzo esoterico poiché mira maggiormente a mandare un messaggio (positivo e condivisibile) piuttosto che a ciò a cui aspira un romanzo thriller: ritmo, velocità suspense. L'incipit del libro racconta di miniere e della vita difficile e pericolosa del minatore e di un ragazzo dalle grandi capacità che sembra voler buttare via il proprio grande destino per intraprendere la stessa vita dell'odiato padre. In realtà questo inizio del romanzo non sarà altro che una lunga introduzione con il fine di farci  conoscere il protagonista della vicenda e spiegarci in quale modo lui si troverà, poi, a dover fronteggiare il nemico che gli si parerà davanti solamente al termine del romanzo. La trama, infatti, diverge rispetto alle aspettative iniziali. Dapprima si pensa che tutto il percorso sarà focalizzato su Thomas, il protagonista, e sul raggiungimento dello scopo della sua vita: migliorare sempre di più, raggiungendo il livello più alto possibile nella sua carriera lavorativa. In realtà, sebbene all'inizio questo aspetto sia molto importante, allo svolgimento vero e proprio comprenderemo che il vero e proprio libro sarà quello della seconda parte: più movimentato e maggiormente legato ai fuochi nascosti, dai quali prende nome l'opera.

Te lo dico in sole tre parole: la conoscenza magica. E adesso domanderai che cos'è, e io ti rispondo che è la conoscenza di una realtà che esiste al di sopra del mondo tangibile e che lo circonda e lo compenetra, conoscenza che i sapienti si tramandano dalla notte dei tempi esclusivamente per via orale.

Il finale può essere considerato conclusivo e coerente. Sottolinea ulteriormente il messaggio dell'autore, dimostrando ancora una volta che lo scopo finale dell'opera era più istruttiva che ricreativa.

Lo stile scelto da Donel avvalora ulteriormente la distanza dall'opera dal genere thriller. La cifra stilistica è infatti assimilabile a quella della favola o della parabola. Ci sono momenti (anche se molto pochi) in cui l'autore utilizza un linguaggio più colloquiale che stona con l'eleganza del resto del libro (un esempio è l'utilizzo del modo di dire "di brutto"). 

Da quale ignoto presidio fuori dal tempo giungeva l'inaspettato, solenne incitamento? La risposta, ammesso che ne esistesse una, forse avrebbe dovuto cercarla in qualche evento futuro.

Lo stesso si può dire per i dialoghi. 

L'ambientazione cambia con lo scorrere delle pagine. Le cittadine in cui vive il protagonista sono sempre di fantasia ma ben contestualizzate. Si passa dall'Oregon, all'Arizona al luogo che, più di tutti, colpirà l'immaginazione del lettore: Sacsayrumi. Da quell'istante non ebbe che un pensiero: raggiungere la lontana e sconosciuta Sacsayrumi e chiarire il mistero, augurandosi di essere ancora in tempo.

L'atmosfera è sempre tangibile: si capisce che un alone di mistero e di magia permea sulla vicenda e che ciò che ci viene raccontato ha un fine più ricercato rispetto alla semplice narrazione.

All'interno del libro sono moltissimi gli spunti di riflessione e gli insegnamenti, per questo motivo la lettura non procede spedita ma porta il lettore a fare pause tra un capitolo e l'altro per poter considerare meglio quanto appena letto. Nella seconda parte del libro, in realtà, questo aspetto viene un po' meno (dato che le basi per capire vengono date nella prima parte) e la vicenda comincia ad essere più dinamica e anche più ritmata. Io, come sempre, apprezzo più le parti introspettive e lente e, per questo, ho lasciato con dispiacere la staticità della prima parte del romanzo.

I personaggi sono raccontati per alcuni loro aspetti fondamentali: ciò che viene detto è solo quello che può servire al fine della comprensione del messaggio finale. Nel suo intimo, le contraddizioni fra una straripante immaginazione e la durezza e la staticità della vita cominciavano a diventare insopportabili, provocando in lui una smania crescente di rompere gli argini di quella sua esistenza tanto piacevole quanto preordinata dagli altri e priva di qualsiasi slancio emotivo.

In conclusione, Fuochi nascosti di Alberto Donel è un romanzo esoterico che ha ottime idee, ma che può rischiare di confondere il lettore. La mia idea forse sarà poco apprezzata (i lettori solitamente preferiscono la concisione piuttosto che la prolissità) ma io avrei preferito maggiormente vedere questo romanzo diviso in una duologia o, comunque, avrei desiderato che la crescita del protagonista fosse più lenta e dettagliata. In questo modo la scalata lavorativa di Thomas avrebbe avuto più spazio per essere descritta e, nel secondo volume, si sarebbe potuta affrontare l'evoluzione dinamica della trama con più trasporto, senza sentire troppo la distanza dall'incipit. Penso che i libri maggiormente miranti alla trasmissione di conoscenze e concetti e non di semplice intrattenimento siano solo per coloro che li scelgono appositamente. Solo chi crede o può credere alla forza degli elementi (come ad esempio gli amati minerali del minatore Thomas), chi crede nel destino e, soprattutto, nell'esistenza di un fuoco interiore (ma nascosto) che brucia dentro di noi e ci porta, se assecondato, a esiti positivi, potrà veramente apprezzarlo. Per questo motivo lo consiglio solo a chi è interessato a temi esoterici e, soprattutto, vi invito a non acquistarlo per riceverne l'intrattenimento e la suspense di un thriller. 

Thomas Braxton è nato agli inizi del novecento in una piccolissima cittadina dell’Oregon. Quella parte d’America selvaggia, tutta da scoprire e misteriosa, popolata da pionieri in cerca di fortuna che per sopravvivere debbono fare i conti con una natura impervia e del tutto estranea. La sua è una famiglia di gente semplice e povera, persone comuni, umili e gentili, timorati d’un mondo che ha tanto da offrire, ma che pare sempre pronto a togliere, con una crudeltà insita nel suo carattere, i doni effimeri che elargisce beffarda. Sono pionieri pure loro. E quando viene scoperto un giacimento argentifero non lontano dal paesello in cui vivono, decidono di trasferircisi in cerca di fortuna. Quella fortuna inseguita da molti e sulla cui strada in tanti hanno perso dapprima le speranze e poi la vita. La miniera assorbe tutte le energie e il tempo dei Braxton, ivi compresi quelli di Thomas che ‒ cresciuto e fattosi uomo ‒ si arruola tra i minatori che giorno dopo giorno, armati solo di picca e calli nelle mani, si spaccano la schiena nelle profondità della terra. Ma l’indole di Thomas, ragazzo sveglio destinato a diventare forte e intelligente, non è quella della gente semplice a cui appartiene. Non è fatto per la miniera. E non è fatto per la vita povera in cui è cresciuto. È fatto per lottare ed emergere, per trovare un posto nel mondo che lo valorizzi. Gli anni passano, le fatiche aumentano, ma il successo gli arride. Uomo fatto e finito, Thomas ha un’ottima posizione nella società e una bella moglie a scaldargli il letto. Ma quella natura matrigna, con quel suo vizio di riprendersi ciò che ha dato, un giorno gli volge le spalle. Il figlio del protagonista, Julian, anch’egli uomo intelligente ma dalle ideologie e dal carattere diametralmente opposte al padre, si perde nei meandri dell’occulto, seguace, come una pecorella smarrita, d’uno sciamano malefico. Thomas non si arrende: non lascerà che il figlio venga sacrificato nel nome della magia nera. La sua missione sarà difficile e sorprendente…

Fuochi nascosti è un buon romanzo. Buono, sì, ma niente di più. La trama è elaborata, molto bene ideata e originale, l’intreccio funziona e il ritmo corre alla giusta velocità. Interessantissimo, poi, è l’esperimento della divisione del romanzo in due parti, il cui risultato è a sua volta la nascita, a tutti gli effetti, di due romanzi distinti. Uno di impronta storica, l’altro in odore di fantasy. A tanti pregi, però, vanno a contrapporsi altrettanti difetti, nei sul viso imperfetto di un romanzo che altrimenti avrebbe avuto delle possibilità di brillare, tant’erano le buone premesse. I personaggi sono figli di una mano che non riesce a scavare a fondo nella loro indole. Lo stile è incerto, traballante, e l’autore, nel tentativo malriuscito di trovarne uno che fosse elaborato e ricco, cade a volte in uno strano manierismo d’altri tempi e a volte in dialoghi poco credibili. A conti fatti Fuochi nascosti merita, ma credo che con un certo rimaneggiamento stilistico avrebbe potuto meritare anche di più.

La rubrica degli autori emergenti con “Fuochi nascosti” di Alberto Donel si tinge di mistico. Non mi sono mai approcciata a simili romanzi e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa, sebbene un inizio non troppo spigliato e veloce, ma con una forte ripresa nella seconda parte del libro. “Fuochi nascosti” esce nel 2017 ed è il romanzo d’esordio dell’autore, edito da 0111edizioni. [...]

Ho avuto un impatto strano con il modo di scrivere dell’autore che tende ad essere abbastanza descrittivo e definire tutto nei minimi dettagli. Non sono solita leggere molti autori di questo tipo, quindi inizialmente mi sono trovata un po’ in difficoltà. Dopo la seconda parte del libro, invece, tutto ciò non mi è più pesato ed ho iniziato a divorare totalmente il libro fino alla conclusione. Davvero strano, non mi era mai successo, ma dopo mi aveva talmente presa che l’ho letto tutto d’un fiato. Difatti in questa parte si arriva nel fulcro del romanzo, nella parte un po’ magica della storia ed in questo caso le descrizioni dell’autore sono indispensabili al fine di crearsi nella mente l’esatta situazione, con tutti i suoi dettagli.
Insomma, rapporto di amore/odio con questo romanzo che invece alla fine mi ha sorpresa moltissimo ed è stato davvero interessante! Penso leggerò sicuramente altro di questo genere, è molto particolare!
Ho amato molto, in particolare, il personaggio di Thomas, il protagonista. Un uomo davvero umile, che si è fatto strada con le sue forze e, seppur a tratti sia molto duro, è solo dovuto al suo brutto passato e non vuole talmente tanto tornare indietro che spesso dimentica i veri valori.
Insomma, se vi piace un po’ il genere, che tratti un po’ di occulto, esoterismo e molto altro, non potete farvi scappare “Fuochi nascosti”!

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